"Mi trascino giorno dopo giorno su un pezzetto di spazio, ai margini dell'universo, in mezzo ad un'infinità di parole taciute" -E.M. Cioran-

DAY IN DAY OUT

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10/06/2007

Occhietto tondo di topo con la sua benedizione
abbandona la nave varata divinità Sine Nomine
e salutata "Mai Più"

Prima le donne e i bambini
poi gli uomini dalla fronte luminosa
infine i poeti e i musicisti falliti

Al di sopra della chiglia assetata
confondersi in una di queste progenie,
con il collo che si allunga e la pupilla
dilatata nel buio della rassegnazione

Non si ha sempre l'espressione adatta
per un gorgo che attende così pacato,
manca l'angoscia filmica anni '50
o la causa da immolazione eroica

Ritorna così quell'ombra fluida
che avevo ingoiato, la spingo indietro
per la scala della mia gola, sento che
ne ho abbastanza di questo
mangiare unghie, dita, mani fino ai polsi
e qualche piccolo cuore, a volte inconsapevole,
a volte con un sorriso d'eclisse come il mio

Fu delirio veder tendersi le vele,
naufragare non ci torse una lacrima.


tentato da autumnwish il 10/06/2007 14:25 | permanent | commenti
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07/04/2006

All we ever wanted was everything
all we ever got was cold
get up, eat jelly
sandwich bars and barbed wire
squash every week into a day
...


La posizione non era delle migliori,
tra le teste oscillanti conquistavo a malapena
un trapezio di prospettiva libera
in cui vedere il sig. Murphy recitare la sua parte
evocando in me un ricordo, come un deja-vu intensissimo,
lo stupore improvviso di avere gia sognato e anticipato quel momento preciso
e quell'inquadratura distante.
Era un sogno che raccontai alla ragazza che non c'era,
contrariamente a quanto i sensi mi urlarono per alcuni attimi.


Ed in tutto questo, cercare poi spiegazioni più profonde,
rifrazioni di significati,
come per i cinque sentieri rossi di sangue seccato
che tracciarono i confini di una radura di carne
per quasi un anno intero,
esattamente il tempo compreso tra la comparsa
di un paio di mani sulla mia schiena
e l'addio delle sue parole viola

(a volte con l'assotigliarsi del sole riaffiorano).


Ecco,
accorgersi di come spesso si ami solo ciò che non è più.

Quello che ci rimane è ciò che vogliamo portare con noi,
selezione naturale della specie
sopravvivenza

magari potremo ancora parcheggiare in retro su un sanitario abbandonato
e poi correre sotto una pioggia artificiale,
ridere davvero,
ricordare momenti di spaventosa comprensione,
offrire ad un anonimo sasso un senso ed una storia, almeno per un po'
e ricordarci così, senza la parte amara
senza apologie.


tentato da autumnwish il 07/04/2006 18:10 | permanent | commenti (3)
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03/04/2006

...these hands melt then disengage...


Con lo stesso innaturale silenzio
di un risveglio in un mattino smorzato dalla neve che cade

pensavo a tutto quello che porta inevitabilmente
a camminare calpestando le nostre code di comete esauste
ed a guardare in qualsiasi direzione
fuorchè nei nostri occhi


Tu avevi
gli stessi occhi
che ho amato

portati sopra ad un sorriso antico, il più vero quanto breve
che abbia visto in tutta la vita di quel giorno,
per un momento così vicino, così lontano,
prima di rifugiarsi nell'ombra.

I miei non saprei dire,
venati di disordine, sempre sorridendo,
l'espressione come di medusa lasciata ad asciugare sul calorifero,
nervi di nylon sotto pelle
il disagio, ritrovarsi con alle spalle ombre di carne
differenti
d'inappropriate dimensioni per la cornice che ne conservavamo


C'era il rivivere qualcosa che non è più
c'erano le trappole umane e sonore
-le prime detonate a salve, le seconde cataclismi evitati-
e poi l'andarsene via con questa sensazione d'incompiuto
nelle vene
d'abbandonare una vertigine sul nascere

ed infine ci sono i luoghi che rilasciano i ricordi come spettri
la notte,
esitanti, ma che non dimenticano mai la strada
verso il mio cuscino.


tentato da autumnwish il 03/04/2006 18:54 | permanent | commenti (2)
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30/11/2005

La notte era rumorosa come una donna che prepara le valigie
per lasciarti,
mentre il porno dei treni che prendevano la stazione con gemiti ferrosi
ci tagliava a metà, noi due
su una panchina coperta di ghiaccio
proprio al centro dell'inferno.

Seguimi sul filo dell'arrendevolezza, ricominciamo
oltre un cerchio di africani intorno ad un fuoco
con bottiglie rotte per terra
e poi dentro il palazzo rosso,
dove i nostri vestiti neri ci rendono insetti bianchi,
animali albini da guardare di traverso.

-sii ostinato
impassibile
coperto d'edera
tenace nella destinazione e nelle risposte
anche quando non c'è più senso-
[più tardi divorerò un altro cuore]


Milano sei chiassosa
e non vuoi farti contaminare dal poeta che non è lì per caso
come non lo sono io,
ho barattato due cd ed un gin-lemon con due copie di un libro
poi mi sono accomodato su suoni che sembrava fossi l'unico ad apprezzare.


Io ho la costanza di un neon rotto
ma l'intermittenza della mia vita non irrita come dovrebbe
non sai
sono quello che viene bene nelle foto sfocate,
quello al cui passaggio si spengono i lampioni,
mi ritrovo nel trigono di tre tubi in un vagone della metropolitana
verticale e silenzioso
ma non nel perimetro della felicità,
sto tra le crepe della terra spaccata dal sole
e ho poco da dire

mentre tu hai queste farfalle addormentate nello stomaco
non più attratte, nemmeno ingannate,
ed infatti ti accorgi che sono 5460408421 secondi
che le mie unghie hanno smesso di crescere,
qualche misura in più della mia lontananza,
le segui mentre cerco di suonare
qualcosa di tenace nella destinazione,
probabilmente l'adagio di qualche desolazione.


tentato da autumnwish il 30/11/2005 19:54 | permanent | commenti (9)
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03/11/2005

Ci provo, ad abbracciare la vita,
quel vuoto a cui una volta non mi rassegnavo
e che invece ora cerco di capire,
e di conviverci magari

così, già tentato altrove,
ripropongo un prontuario della speranza e delle cose semplici
che mi diano qualche buona ragione per alzarmi anche domani:

il colore delle cose al tramonto
i capelli delle donne
gli accordi in minore
la birra e le patatine fritte
le foglie d'autunno
le parole condivise
la musica che ferisce
i gatti

 

ed ora rimango in ascolto...


tentato da autumnwish il 03/11/2005 18:12 | permanent | commenti (5)
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28/10/2005

Sembrava che Marzo avesse dita sottili
per infilarsi sotto la pelle di molti,
Caronte di un pensiero nero
sul fiume delle nostre vene.
Cambia l'espressione del cielo, ma potrei continuare
a guardarvi negli acquitrini dell'anima
annuendo quando dite che tutto finisce,
semplicemente cessa di essere,
e ci aggiungerei un "con o senza il nostro disappunto",
che tutti noi siamo qualcosa che non sarà più
siamo una foto che vede sempre meno luce nel fondo di un cassetto,
uno scontrino che si esorcizza da se' dentro un portafoglio,
un anello che non viene più violato,
la vaghezza di una data stampata su di un biglietto del treno,
un sentimento levigato dai rovesci degli anni...

Siamo oggetti che permettono alla polvere
di possedere un significato ed una voce propria,
con un'obbiettività che non avevamo considerato.


tentato da autumnwish il 28/10/2005 17:17 | permanent | commenti (2)
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